Yatra

Per camminare c'è bisogno sia di un sentiero che di una meta, ma ciò che conta è l'uomo che cammina. Paolo Menghi

 

Yatra è un termine sanscrito che significa viaggio, pellegrinaggio. Nella nostra scuola indica il viaggio svolto in una cornice normodinamica: ogni Yatra disegna uno scenario suo proprio; la meta, le modalità del viaggio e la conformazione del gruppo, suggeriscono una tematica di ricerca, una o più linee guida; l’insegnante e il gruppo lavorano, quindi, affinché sia valorizzato al massimo il potenziale di crescita insito in quella esperienza.


Il viaggio può essere infatti l’occasione per un cambiamento, per portare alla luce potenzialità e caratteristiche nascoste. I veli e le maschere che sanciscono un ruolo nell’ambiente abituale, possono essere messe da parte concedendo una possibilità di ridefinirsi e di abbandonare antiche finzioni. Recidendo temporaneamente i legami con il territorio consueto, allontanandosi dall’ambiente quotidiano, l’uomo può permettersi di riscoprirsi, di stringere nuovi rapporti e di trovare una maggiore autenticità.

Favorire questa opportunità è ciò che contraddistingue lo Yatra: se integrato nel continuum dell’evoluzione personale, il viaggio perde la sua dimensione di separatezza per diventare uno strumento e un “luogo” di crescita individuale e relazionale.Nel corso degli anni sono state molte le mete e le tipologie di questi viaggi. Abbiamo percorso sentieri impervi lungo la costa della Sardegna, nel deserto del Sahara, nelle montagne himalayane , ma abbiamo fatto viaggi anche negli Stati Uniti, in Giordania, in Grecia, Spagna, India. A piedi, in macchina o utilizzando i trasporti locali. Alcuni Yatra hanno avuto una dimensione più itinerante, altri sono stati maggiormente stanziali, ma tutti sono stati momenti di grande intensità sul piano individuale e su quello relazionale.

 

     
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