Illusione e Realtà. Visita alla mostra di ESCHER sabato 7 febbraio alle 13.00

Illusione e Realtà. Visita alla mostra di ESCHER sabato 7 febbraio alle 13.00

Visita alla mostra di ESCHER al Chiostro del Bramante.

E’ necessario prenotarsi in segreteria entro giovedì 29 gennaio.

La sensazione di incertezza, di smarrimento, che si prova di fronte alle fantastiche opere dell’artista olandese è qualcosa di non sconosciuto al meditante che si affaccia alla propria realtà interiore, a quella  realtà che si dà per scontato di conoscere perfettamente. A questo iniziale smarrimento seguirà, per chi si impegnerà nella pratica, un itinerario, a volte complesso, e certamente non lineare, volto a distinguere ciò che è reale da ciò che è illusorio. Al termine di questo itinerario una ristrutturazione profonda del proprio modo di vedere e di rapportarsi con se stessi, con gli altri e col mondo. Tutto l’insegnamento di Paolo Menghi è fortemente orientato in questa direzione.

L’opera di Escher è molto stimolante a questo proposito ed è per questo che abbiamo pensato di proporre la visita alla mostra che si svolge al Chiostro del Bramante tra le attività associative.

Escher nei suoi disegni mostra come la realtà in cui si crede di vivere, e alla quale ognuno si affida  nel dirigere i propri comportamenti, quella realtà considerata assoluta altro non è che un punto di vista; e come tale, viene  scardinata dall’illustratore attraverso i suoi  giochi percettivi.

 “Quella scalinata è un soggetto triste, pessimisico, e allo stesso tempo molto profondo…. Ecco, noi ci inerpichiamo in alto, sempre più in alto, immaginando di salire; ogni scalino è alto, terribilmente faticoso – e dove ci porta? Da nessuna parte; non facciamo un solo passo avanti, o in alto. E scendere, correre giù con abbandono, nemmeno quella è un’opzione. Le persone non amano parlare di fallimento; preferiscono parlare di ascesa. Ecco… così mi logoro fino all’osso, credendo di elevarmi. Quanto è assurdo tutto questo”.

Queste  parole, con cui Escher descrive uno dei suoi disegni più celebri, evocano un parallelo con la vita quotidiana: ore, mesi, anni impiegati alla ricerca di qualcosa, di “quel qualcosa” che finalmente ci farà sentire felici e completi, ma che di fatto non si raggiunge mai.

 Immaginante un uomo che corra affannato. Sopra la sua testa è appoggiata un’asticella di cinquanta centimetri che sporge davanti alla sua faccia ed alla quale sono appesi tanti quadretti, ognuno con la sua bella cornice. L’uomo corre trafelato all’inseguimento del primo quadretto che gli pende davanti agli occhi occupando tutto il suo campo visivo. Quando l’immagine che segue è diventata  veramente insopportabile, il quadretto cade, scoprendone però un altro subito dietro; e l’uomo ricomincia ad inseguire, ignaro, quella nuova immagine…  (Filo del Sé pag.55)

Articolo Escher

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