Notte di meditazione. “Volere è tenere accesa una fiamma”

Una volta l’anno, è ormai una tradizione, dedichiamo una notte intera alla meditazione. In occasione del plenilunio di maggio, un giorno carico di significati perché è in quel giorno che si ricorda l’illuminazione del Buddha storico, Siddharta Gautama. E’ una notte in cui converge la meditazione di molti che della realizzazione del Buddha fanno occasione di celebrazione e di ispirazione della propria ricerca. Negli anni passati questo momento è stato anche una occasione di incontro con vecchi compagni di pratica e ci auguriamo che lo sia anche quest’anno.

Nel corso della notte si alterneranno sessioni di pratica meditativa, classi di yoga e momenti di riposo. La struttura della pratica è pensata come un percorso in cui ognuno possa trovare risonanze con i propri interrogativi personali e con le questioni che sono, per lui, in primo piano e attuali. In questo modo la meditazione diventerà una occasione intensa di ricerca e, mi auguro, anche di scoperta. L’implicazione di ognuno sarà un’occasione per sé ma anche un sostegno per gli altri partecipanti e il fondamento quindi per una esperienza collettiva, di vicinanza e di condivisione.

Per partecipare non occorre una grande esperienza di pratica quanto piuttosto una certa disponibilità e curiosità. Abbandonarsi al ritmo della pratica invece di affrontarla come una prova di resistenza è il consiglio che mi sento di dare a ogni partecipante. Se durante la notte si sentirà il bisogno di prendere una pausa di riposo questo sarà senz’altro possibile e si  potrà anzi trasformare in una esperienza particolare sia per chi in quel momento riposa sia per chi veglia su quel riposo.

 

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