Approfondimenti

L’arte del silenzio. Ritiro di normodinamica.

Posted by on Mag 14, 2018 in Approfondimenti, Meditazioni, Senza categoria | 0 comments

L’arte del silenzio. Ritiro di normodinamica.

Dall’1 al 4 novembre a cura di Nicola Vitale.  Presso la Casa della pace – Gubbio.

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Settimana di Sadhana

Posted by on Feb 27, 2018 in Meditazioni | 0 comments

Settimana di Sadhana

Da lunedì 18 a sabato 23 marzo, ogni mattina dalle 5.30 alle 7.00.
Tutti gli studenti sono calorosamente invitati a praticare con noi, per sei giorni consecutivi, la Sadhana nella prima settimana di primavera.

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Ritiro di primavera

Posted by on Gen 22, 2018 in Approfondimenti, Ritiri | 0 comments

Ritiro di primavera

Ritiro di Normodinamica.
A cura di Federica Cervini e Stefania Merzagora.
Terzo di Danciano, dal 25 al 28 maggio 2019.
Quattro giorni dedicati all’approfondimento della pratica corporea, della meditazione, dell’ascolto di sé e dell’altro.

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Classi di Yoga Evolutivo durante la pausa natalizia

Posted by on Dic 20, 2017 in Eventi | Commenti disabilitati su Classi di Yoga Evolutivo durante la pausa natalizia

Classi di Yoga Evolutivo durante la pausa natalizia

La scuola rimarrà chiusa per la pausa natalizia dal 23 dicembre al 7 gennaio. In questo periodo, per favorire la continuità della pratica, sono in programma due incontri che potranno essere frequentati liberamente dagli studenti dei corsi.

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Meditazione: programma 2017-18

Posted by on Set 2, 2017 in Meditazioni | 0 comments

Meditazione: programma 2017-18

La pratica della meditazione costituisce l’asse di riferimento per tutto l’approccio normodinamico. Qui di seguito è presentato il programma per l’anno 2017/18. I nuovi progetti sono segnalati in rosso.

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Giornata di meditazione: letture

Posted by on Giu 13, 2017 in Approfondimenti, Meditazioni | 0 comments

Giornata di meditazione: letture

. . Riportiamo qui di seguito le letture che ci hanno accompagnato durante l’ultima giornata di meditazione. . . . Prima Parte Finchè il silenzio interiore non è generato al comando del proprio intento, non è possibile imprimere una direzione al cammino verso la libertà (Paolo Menghi, Figli dell’Istante, p. 42) Partendo dalla domanda “cosa mi dice questa frase?” siamo entrati nei significato profondo del messaggio individuando alcune parole chiave contenute in esso, in particolare la relazione tra silenzio interiore, intento, direzione, libertà. Abbiamo visto come intento e desiderio di libertà non siano scontati, ma che si tratta di elementi da mettere in discussione, profondamente, dentro di sé. La pratica meditativa, la ricerca di uno spazio interiore silenzioso, ci ha accompagnati e sostenuti nel lasciar emergere domande riguardo la propria relazione con l’intenzione, la direzione desiderata, la propria ricerca di libertà. Ci sono molti modi di porsi domande, modalità più o meno protette. Chiedersi “quale libertà voglio?” da per scontato un desiderio di libertà, mentre chiedersi “voglio la libertà?”, mette di fronte alla questione in maniera più schietta e vera. Muoversi verso la libertà implica una destrutturazione del sistema di convinzioni e certezze personali rispetto alla realtà che ci circonda. Si passa attraverso il dubbio, che la realtà così come la vediamo sia una realtà oggettivamente vera; e si intravede il modo in cui ognuno partecipa attivamente, attraverso un sistema di filtri e distorsioni personali, a creare la realtà in cui si è immersi. Seconda Parte Nella seconda parte della giornata abbiamo imparato e praticato una meditazione in movimento legata all’arte della spada. La pratica di Tejas Yana proposta viene indicata da Paolo Menghi come una meditazione per trasformare il desiderio in volere. Ci ha fornito l’energia e la direzione per contattare la dimensione della paura, e usarla per dare energia alla dimensione del desiderio: un’inversione radicale rispetto all’abituale sottrarre energie a ciò che si desidera per nutrire le proprie paure. Qui di seguito il commento di Paolo Menghi alla meditazione: “Se è vero che il desiderio viene prima della paura e che la paura è la sana compagna di ogni reale desiderio, la paura che ciò che desideriamo non si realizzi, o la paura che si realizzi qualcosa che non siamo capaci di contenere; se è vero che per quanto molti si sono abituati a riconoscere solo la paura del fallimento e non il desiderio della vittoria e che con questa paura uccidono il desiderio ogni giorno, e se è vero che in una coscienza aperta non può esserci l’uno senza l’altra, facciamo di questo binomio una respirazione. Si inspira la paura, si espira il desiderio. La paura di quel desiderio ci fa prendere fiato, la voglia di esprimere quel desiderio ci fa espellere il respiro. Caricate con la paura, scaricate con il desiderio. Prendete fiato con la paura, esprimete il desiderio espirando. Qualunque desiderio va bene purché sia vostro. Qualunque paura va bene purchè sia vostra. Ambedue sono reali. Imparate a riconoscere sia l’uno che l’altra e a far uso di entrambe. Non c’è possibilità di realizzazione senza disciplina nella pratica; ma non c’è disciplina senza sforzo, e non ci può essere sforzo se non c’è desiderio di realizzazione. Non ci può, però, essere desiderio di realizzazione se non ci si sente abbastanza male senza di essa. Ecco perché una strada di conoscenza è sempre stata aperta solo a chi è in contatto diretto con la propria sofferenza. Con la propria fame di vita e di libertà. Chi ha trovato un’anestesia efficace per questo dolore dovrà essere privato gradualmente del rimedio che ha inventato. Si ribellerà con tutte le...

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