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Notte di meditazione 2018 – letture

Posted by on Mag 31, 2018 in Senza categoria | 0 comments

Notte di meditazione 2018 – letture

Quando avete l’impressione che nulla funzioni, concentratevi sul respiro, e lentamente immergetevi in esso. Il respiro consapevole apre spazi immensi. Il respiro è il primo suono e il primo mantra. Quando la mente è concentrata sul respiro si diviene consapevoli dell’inconcludente dialogo interno in cui si è immersi e dello spreco di energie che questo comporta. Con la pratica costante della meditazione sul respiro la mente si calma e la consapevolezza si spinge nella profondità di se stessa, fino a scoprirne la vacuità. Da Il potere del respiro. Figli dell’Istante pag 42   LA BELLEZZA DEL TENTATIVO Dietro di noi c’è una grande strada che viene da lontano. E’ stata tracciata da molti uomini in cerca di verità, dai loro tentativi e dai loro errori, che oggi una consapevolezza più ampia può trasformare in insegnamenti. Attingete dal passato l’ispirazione, dal futuro l’aspirazione, dal presente l’esperienza dell’attimo che include passato e futuro. Mille false domande portano a mille false risposte. La  strada dell’uomo è lastricata da queste pietre. Ogni pietra sostiene un passo ed è subito lasciata per quella che sosterrà il passo successivo. E l’uomo che le tocca con i piedi sempre più stanchi, così facendo rinforza il suo spirito fino al giorno in cui sarà pronto a sostenere l’ultimo passo: l’ultima unione e l’ultima separazione. La gioiosa illusione di verità cede sempre il passo alla dolorosa scoperta del falso. Ma ogni passo dà forza e purezza all’uomo che lo compie. Non guardate perciò i passi fatti, non guardate le mete raggiunte, perché sono solo azioni e luoghi che appartengono al passato, Per camminare c’è bisogno sia di una meta che di un sentiero, ma ciò che conta è l’uomo che cammina. Da Figli dell’Istante pag. 32   SE LA VIA E’ DECISA Ogni singolo attimo è una infinita possibilità. Ogni reazione automatica Può diventare consapevole. Ogni emozione è occasione di intensità. Ogni sentimento può accendere un chakra. Ogni piacere una possibilità di contatto. Ogni sofferenza brucia un residuo. Ogni dolore apre uno spazio. Ogni gioia impegna alla fermezza. Ogni sconfitta accettata prepara al successo. Ogni successo accettato suggerisce scelte. Ogni scelta è una separazione. Ogni separazione una crisi. Ogni crisi un’opportunità. Ogni piccola cosa è un grande veicolo. ogni frammento di vita un’occasione perfetta. Ogni momento un dono. Ogni gemma un mezzo. ogni immondizia un mezzo. Verso l’unica direzione, solo se la via è decisa.   Da Il Filo del Sé pag. 27       CORAGGIO DI ARRENDERSI   Se vuoi tu puoi decidere ciò che fu già deciso. Aspetta, osserva e accetta. Ma non pensare di aver capito perché sei felice quando sei felice, non credere di aver capito perché sei disperato quando sei disperato, vivi intensamente invece quell’attimo che dura un’eternità e resta aperto a qualunque risposta verrà; solo quando in te non ci sarà più domanda, quando il filo d’erba sapendo della sua impotenza si piega alla forza spietata di un sole che non ha che da splendere, quando quel sottile piccolo essere che non ha che da accogliere decide che lo farà, comanda allora lui alla notte di portare la sua rugiada e al sole spietato di tornare con la sua luce   Da  Il Filo del Sé  pag. 113       IL SILENZIO DELLA NOTTE   Quando l’anima guarda il cielo della notte finalmente può accettare la passione del cuore, può amare sia i tormenti che le gioie, può chiedere alla notte di riprendersi il brulichio dei tuoi pensieri, e la notte risponde con un silenzio di lì lontani fratelli ti chiamano, lontani fratelli che conoscono il doloroso viaggio delle forme...

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Notte di Meditazione

Posted by on Mag 21, 2018 in Eventi, Meditazioni, Senza categoria | 0 comments

Notte di Meditazione

Sabato 26 maggio dalle 22 all’alba.
Prenotazioni entro martedì 22.

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Classe di recupero

Posted by on Mag 18, 2018 in Senza categoria, SLIDER | 0 comments

Classe di recupero

Sabato 2 febbraio dalle 10 alle 12. A cura di Luciana Poliandri.
Per tutti gli iscritti alle classi di Yoga Evolutivo che abbiano perso delle lezioni, si terrà una classe aperta di recupero.

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L’arte del silenzio. Ritiro di normodinamica.

Posted by on Mag 14, 2018 in Approfondimenti, Meditazioni, Senza categoria | 0 comments

L’arte del silenzio. Ritiro di normodinamica.

Dall’1 al 4 novembre a cura di Nicola Vitale.  Presso la Casa della pace – Gubbio.

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Il fiore di vetro

Posted by on Feb 28, 2018 in Senza categoria, SLIDER | 0 comments

Il fiore di vetro

Dal 20 aprile al 1 maggio 2019 – Yatra in Marocco a cura di Nicola Vitale.

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L’azione efficace. Di Nicola Vitale

Posted by on Gen 25, 2018 in Senza categoria | 0 comments

L’azione efficace.  Di Nicola Vitale

Riflessioni sulla pratica di Tejas Yana. Nella pratica di Tejas Yana il tema della azione è un tema centrale e uno degli aspetti di questa tematica è quello della sua efficacia. Quando una azione può dirsi efficace? Come agire nel mondo in modo efficace, come veicolare attraverso le nostre azioni le nostre reali intenzioni, quali sono gli elementi che favoriscono o determinano l’efficacia del nostro agire e quali quelli che la ostacolano? Queste e altre domande hanno fornito lo spunto per una riflessione al termine della sessione consueta di pratica. Questo articolo vuole essere un modo di condividere queste riflessioni con altri praticanti e con persone interessate ai temi che la pratica stimola. Riportiamo quindi un estratto delle osservazioni emerse in quella sede. – Mi sembra che la concentrazione e la presenza siano il presupposto per una azione efficace: essere unificati, interi. Essere interamente in quello che si fa. Naturalmente compiere un tentativo di unificazione e di presenza ci mette in primo luogo di fronte agli ostacoli che ci impediscono di raggiungerla, che siano essi pensieri, insicurezza, vergogna, ecc. L’unificazione richiede un percorso per essere raggiunta. – La ricerca di efficacia nella azione diventa quindi un contatto con i propri limiti e una indicazione della strada da percorrere? – Sì, in un certo senso è proprio così. In effetti in Tejas Yana la dimensione di ricerca e conoscenza interiore hanno un posto di significativa importanza. Maggiore della acquisizione di strumenti tecnici o di regole di comportamento codificate. Per esempio nella ricerca della “giusta distanza” nel combattimento più che apprendere regole e misure codificate siamo invitati ad essere recettivi alle sensazioni vissute, sicurezza o incertezza, sentirsi al sicuro o esposti e altro, e tutto questo varia a seconda delle circostanze, del contesto, di chi abbiamo di fronte, della nostra condizione. – Anche per me il sentire è un parametro di fondamentale importanza. Mi sembra di poter affermare che quando mi permetto di “sentire” con un atteggiamento onesto (cioè senza nascondermi nelle interpretazioni) e mi pongo in una condizione di osservazione curiosa di tutto quello che vivo dentro di me (sensazioni, emozioni, pensieri anche spiacevoli), ho già messo le condizioni per un azione efficace. – Parli della capacità di sostenere ciò che si ha dentro? – Si. Quando si guarda l’altro negli occhi, quando ci si confronta, si è costretti a guardarsi dentro e bisogna sostenere quello che si vede. – Sono molto in sintonia con quello che è stato appena detto. Nella relazione le persone ci fanno spesso da specchio ma troppo frequentemente ci rifugiamo in una idea di noi stessi non responsabile come se fossero esclusivamente le circostanze a determinare il nostro comportamento e il nostro agire una inevitabile risposta a quelle circostanze. Ci disappropriamo in un certo senso delle nostre scelte. Tra l’altro tutto questo ci rende spesso incapaci di stare realmente insieme all’altro, di vivere la relazione come un processo dinamico di grande reciprocità. – Quello che dite mi fa riflettere su quanto molte volte non siamo in contatto con i nostri veri scopi. Quanto siamo spesso guidati da energie che ignoriamo o che non consideriamo a sufficienza. Uno dei miei maestri diceva che un combattente ha tre nemici: il desiderio di colpire, la paura di essere sconfitto, la voglia di vittoria. Riconoscere l’energia che muove le nostre azioni richiede lucidità e coraggio. – Certo tutto questo comporta la presenza di un gradiente energetico importante. Va sviluppata una grande energia per sottrarsi alla azione automatica, per aprirsi alla consapevolezza delle forze realmente in campo. Senza energia e senza la competenza nel gestirla tutto questo sarà impossibile. La...

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